Il congedo parentale torna ad essere quello ordinario, salvo nuove specifiche nei prossimi Decreti.

Compete, in costanza di rapporto di lavoro, ai genitori naturali entro i primi 12 anni di vita del bambino per un periodo complessivo tra i due genitori non superiore a 10 mesi, aumentabili a 11 qualora il padre lavoratore si astenga dal lavoro per un periodo continuativo o frazionato non inferiore a 3 mesi. Detto periodo complessivo può essere fruito dai genitori anche contemporaneamente.

Nell’ambito del predetto limite, il diritto di astenersi dal lavoro compete:

– alla madre lavoratrice dipendente, per un periodo continuativo o frazionato non superiore a 6 mesi;

– al padre lavoratore dipendente, per un periodo continuativo o frazionato non superiore a 6 mesi, elevabile a 7, dalla nascita del figlio, se lo stesso si astiene dal lavoro per un periodo continuativo o frazionato non inferiore a 3 mesi

– al padre lavoratore dipendente, anche durante il periodo di astensione obbligatoria della madre (a decorrere dal giorno successivo al parto), e anche se la stessa non lavora.

– al genitore solo (padre o madre), per un periodo continuativo o frazionato non superiore a 10 mesi;

QUANTO SPETTA

I genitori naturali, possono usufruire dell’indennità per congedo parentale:

Entro i primi 6 anni di età del bambino per un periodo massimo complessivo (madre e/o padre) di 6 mesi con un importo pari al 30% della retribuzione media giornaliera calcolata considerando la retribuzione del mese precedente l’inizio del periodo indennizzabile.

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